Progettata dall’Ing. Dante Fornoni, la chiesa si distingue per il suo elegante stile neogotico e per l’armonia delle sue proporzioni, rese ancora più suggestive dall’arioso terrazzo panoramico su cui sorge. Un luogo capace di affascinare fin dal primo sguardo, dove architettura e paesaggio si fondono in perfetto equilibrio.
L’esterno è caratterizzato da un raffinato rivestimento in conci di pietra locale dalle delicate sfumature bianche e rosate, che donano all’edificio luminosità e pregio. Gli elementi decorativi e strutturali, come archi e colonne, furono realizzati con grande maestria da Pietro Monzio Compagnoni, contribuendo a definire l’eleganza dell’intero complesso.
All’interno, la chiesa si sviluppa in un’unica ampia navata suddivisa in quattro campate, scandite da semicolonne e pilastri che si slanciano verso l’alto trasformandosi nelle nervature degli archi a sesto acuto. Le volte a crociera amplificano il senso di verticalità e spiritualità, creando un’atmosfera raccolta e solenne.
Nella seconda e nella quarta campata si aprono due cappelle laterali per lato, ciascuna dotata di altare, mentre la terza campata ospita gli ingressi laterali che conferiscono equilibrio e armonia all’impianto architettonico.
Il presbiterio, a pianta rettangolare e rialzato di cinque gradini rispetto alla navata, guida naturalmente lo sguardo verso la suggestiva abside semicircolare, cuore spirituale della chiesa e punto culminante dell’intero percorso artistico e liturgico.
NOTIZIE STORICHE:
– 1470 – 1924: l’autonomia parrocchiale di Grone si fa risalire al 1470. La sua vecchia chiesa, costruita presso un fortilizio e già rifabbricata nel 1710, venne abbattuta nel 1924 per lasciare spazio a alla nuova;
– 1782 – 1964: il vecchio campanile fu sopraelevato nel 1782. Quattro campane provenienti da Santo Stefano degli Angeli, che erano state modellate dal milanese Natale Mainoni e fuse dai Locatelli di Bottanucco nel 1763, vennero sostituite dalla ditta Paolo Capanni di Castelnovo de Monti con l’attuale concerto di cinque campane in “mi gr.” consacrato dall’arcivescovo Clemente Gaddi l’8 settembre 1964;
– 1924 – 1928: la nuova chiesa fu progettata dall’ing. Dante Fornoni e portata a compimento nel 1928 dall’impresa Giacomo Carrara di Endine Gaiano;
– 1930: la chiesa fu consacrata il 24 novembre 1930 da Flaminio Belotti vescovo di Sufetula, che la dedicò a Santa Maria Nascente e pose nella mensa dell’altare maggiore, le reliquie dei Santi Valeriano e Pio;
– 1950: le decorazioni a fresco delle pareti dell’abside poligonale sono opera dell’artista Arturo Muzio Compagnoni.