Costruito per volontà di Vincenzo Comi (Trescore 1849 – 1930), patriota e garibaldino, il palazzo, che porta il suo nome, è sede dell’amministrazione comunale dal 1909.
Il padre dottor Giovanni Comi (Caprino Bergamasco 1813 – Trescore Balneario 1895), fu medico di Garibaldi durante il suo soggiorno a Trescore, e il suo medico di campo durante la terza guerra d’indipendenza. Il fratello di Vincenzo, Cesare, fu garibaldino dei Mille. Anche Vincenzo nel 1866 vestì la camicia rossa all’età di diciassette anni e fu decorato al Valor militare dopo la battaglia di Bezzecca. Finita la guerra divenne perito chimico e si recò in Sardegna per dirigere una miniera. Pochi anni dopo, tornato a Trescore, aprì un’azienda agricola e, seguendo le orme di padre e fratello, si dedicò alla vita politica e sociale della propria comunità. Fu intorno al 1904 che nacque la necessità di avere una sede comunale che rispondesse alle esigenze dell’accresciuta popolazione. In quel momento il Municipio era collocato in poche stanze nell’ex convento dei Cappuccini, soppresso già in epoca napoleonica e parzialmente trasformato in ospedale, poi carcere, quindi sede dei Carabinieri e abitazioni. Non dovevano essere floride nemmeno allora le finanze comunali se si pensa che Vincenzo Comi, dopo aver ideato il palazzo, pur non appartenendo a una famiglia particolarmente abbiente, contribuì personalmente a una parte delle spese. Il 23 luglio 1907 Vincenzo Comi fu eletto sindaco di Trescore, e a lui si devono le costruzioni, oltre che del palazzo municipale, dell’asilo infantile, delle scuole elementari – demolite nel 1977 – e della nuova strada per Novale, oggi via Lorenzo Lotto e via Resistenza. Nel 1926, fu nominato podestà di Trescore, carica che mantenne per poco tempo. Il pian terreno del nuovo Municipio, in esubero rispetto alle esigenze del tempo, nel 1909 fu affittato ad alcuni enti pubblici ed esercizi commerciali.
Testo di Luisa Gaiardelli e Carlo Pinessi