La chiesa di San Pietro, ricordata per la prima volta nel 1230, aveva l’abside rivolta ad oriente e la facciata appoggiata alla casa parrocchiale. Le visite pastorali del tempo descrivono l’antica chiesa con la cappella maggiore affrescata da Giovanni Battista Castelli e quella di San Rocco da Lorenzo Lotto. Nel 1680 il parroco Francesco Sonzogni ingrandì la chiesa ribaltandone l’orientamento.
Questa seconda chiesa giunse a coprire lo spazio dell’abside all’intera cupola, distruggendo i preziosi affreschi. Sulla facciata erano collocate quattro statue a opera del bresciano Sante Callegari: San Pietro e San Paolo – oggi sul tetto a delimitare le dimensioni originarie della seconda chiesa -, San Rocco e San Sebastiano collocate all’interno. Nella seconda metà dell’Ottocento, su progetto di Antonio Preda, si pose mano alla terza chiesa, in stile basilicale, che fu aperta al culto nel 1886 e consacrata nel 1906 da Monsignor Giacomo Maria Rodini Tedeschi, presente don Angelo Roncalli. Sul campanile venne collocata la scultura di San Pietro, realizzata su scala monumentale quasi certamente da Giosuè Meli (Luzzana 1816, Roma 1893). L’attuale scultura è una copia ricollocata nel 1991 dopo che l’originale fu frantumata dal fulmine. Di quest’ultima si conserva la sola testa ora nel giardino della canonica. A fianco della parrocchiale, sul luogo dell’antico cimitero, la chiesa della Madonna di Lourdes costruita negli anni venti del secolo scorso a cura del prevosto don Giuseppe Mojoli. All’interno della chiesa affreschi di Ponziano Loverini (1845 – 1929), Pietro Servalli (1883 – 1973), Vittorio Manini (1888 – 1974), il bel pulpito del 1906 di Giacomo Rocchi e opere di Antonio Balestra (1666 – 1740), Sebastiano Ricci (1659 – 1734), Francesco Bergametti (1825 – 1883), Antonio Moscheni (1854 – 1905) e Francesco Capella (1711 – 1784).
CASA PARROCCHIALE
L’attuale casa parrocchiale è monumento nazionale, mentre di quella antica non è rimasta traccia alcuna. Sappiamo della sua esistenza dalle visite pastorali del XVI secolo che descrivono la facciata dell’antica chiesa appoggiata alla casa parrocchiale.
La canonica attuale è del XVII secolo. Il soffitto della sala di rappresentanza è stato arricchito nel 1691 da un grandioso affresco di Antonio Cifrondi (Clusone 1656, Brescia 1730) che descrive la caduta di Simon Mago. Forse a causa dei gravosi impegni economici destinati a ornare la chiesa di opere importanti, nel 1703 il Vescovo Luigi Ruzini rilevava che la casa del parroco era invece arredata con modeste suppellettili; mentre nel 1931 il parroco Don Giuseppe Mojoli “risana completamente la canonica aggiungendo una casa rustica con porticato, quattro stanze, due solai, una grande cantina per pigiare l’uva e quattro aiuole nel giardino”. L’ingresso della canonica immette in un atrio con vetrata che dà sul giardino; alcuni ambienti adibiti a segreteria immettono all’archivio, che si presenta con soffitto affrescato nel XIX secolo con disegni geometrici decorativi e con le pareti interamente coperte da grandi tele: tra queste la Madonna con Bambino e Santi di Paolo Zimengoli (1700/1724). Da qui si entra nel grande salone di rappresentanza con l’affresco di Antonio Cifrondi. Alle pareti tele del XVII e XVIII secolo. Al piano superiore un luminoso corridoio porta ad un salone, decorato con affreschi della prima metà dell’Ottocento e arredato da diverse opere d’arte. Tra le numerose stanza vi è quella riservata al Vescovo durante le visite pastorali.
Testo di Luisa Gaiardelli e Carlo Pinessi