palazzo-mo
Trescore Balneario

Palazzo Mosconi Celati

Da tre secoli i Mosconi abitavano in quel luogo all’imbocco della contrada di Strada.

Nel 1774, il conte Giovanni Mosconi fece demolire alcune vecchie case per realizzare il suo nuovo imponente palazzo in stile neoclassico. Al pianterreno un affresco della seconda metà del Settecento ricorda alcune fasi della costruzione. Un portico centrale a tre luci, intervallate da colonne di ordine toscano, protegge le tre porte a largo contorno di pietra, che sembrano rivelare una precedente struttura seicentesca.
La porta centrale immette in un grande salone con volta affrescata, rappresentante il giudizio di Paride, opera del milanese Federico Ferrario (Milano, 1714 – 1802), probabile autore anche di alcuni affreschi in altre sale. A sinistra del portico, tra due colonne iconiche, si apre una porta arcuata che dà accesso ad un ampio neoclassico scalone a tre rampe con decorazioni in stucco. Sono del 1836 invece gli stucchi dei vari ambienti, pera di Battista Salvatoni (Gandino 1909 – ?), commissionati dalla Nobile Silvia Adelasio Mosconi Celati, ultima discendente della famiglia. Al primo piano la lunga galleria è decorata con sagome prospettiche di fine Settecento. Dal cortile antistante due ampi viali tra loro perpendicolari portavano, uno verso oriente, con un cancello che si apre nei pressi del viale che conduce alle terme, l’altro, lungo 300 metri, conduceva ad altro cancello che oggi confina con l’ospedale. Dal 1866 il palazzo fu adibito a orfanotrofio prima, e a scuola elementare poi: funzioni che hanno comportato radicali trasformazioni di alcune parti interne dell’edificio.

Testo di Luisa Gaiardelli e Carlo Pinessi

Richiedi informazioni

Desideri visitare la Val Cavallina e hai bisogno di qualche informazione in più? Contattaci!